Comunicazione AziendaleWeb Marketing

Parla come mangi

come far capire chi sei e cosa fai in 5 secondi

Nell’articolo “La tua comunicazione parla italiano?” mettevo in guardia sull’uso improprio dei vocaboli stranieri nella comunicazione aziendale, specialmente quando questa si debba rivolgere ad un mercato italiano.

Assumendo che il comunicatore di turno abbia appreso e messo in pratica tale suggerimento, il problema sembrerebbe facilmente risolto, ma, indovina un po’, non è così. (sì, lo so, sono un rompipalle….lo dice spesso anche mia moglie…)

In questo articolo, che ti suggerisco di legger con estrema attenzione spiego una cosa che, in realtà, si spiega già da sola, e che è talmente evidente quanto imbarazzante.

Mi riferisco al modo in cui alcune aziende scrivono i propri testi sulle pagine Web, in particolare modo sul loro sito ufficiale.

Il titolo di questo capitolo, credimi, non è un modo di dire, ma una vera e propria esortazione ad applicare un concetto tanto banale, quanto fondamentale per la comunicazione aziendale: esprimersi nel modo che ci è realmente congeniale e che, soprattutto, ci appartiene e ci rappresenta davvero.

Prima di affrontare alcuni esempi pratici prelevati dal Web, che, da soli, saranno illuminanti, vorrei concludere questa introduzione del capitolo ribadendo il concetto che una presentazione deve essere una cosa vera, comprensibile e totalmente applicabile all’azienda che la dichiara.

Per chiarire meglio il concetto, faccio un esempio con me stesso:

Buongiorno, sono Marco Forconi, offro consulenza per migliorare la comunicazione delle aziende.

Non mi pare ci sia niente di incomprensibile, giusto?

In pochi secondi sono riuscito a dire chi sono e cosa faccio al mio interlocutore perché ho usato il mio normale modo di parlare.

Adesso facciamo lo stesso esempio, supponendo però che io mi voglia dare “un tono” diverso:

Buongiorno, sono il Dottor Marco Forconi, consulente in area digitale con oltre venti anni di esperienza nella ottimizzazione dei flussi informativi finalizzati a creare una audience profilata da utilizzare nella vostra strategia marketing, usando tecniche di comunicazione avanzate, come l’ascolto attivo.

Credo sinceramente che, dopo aver pronunciato il mio nome (con un bel “dottor” a corredo iniziale, giusto per farti capire che “ho studiato”), nessuno riuscirà a comprendere per quale motivo mi sono presentato.

Io credo che questo esempio, volutamente semplice, chiarisca in modo netto quanto sia necessario essere se stessi quando ci troviamo a comunicare verso l’esterno, indipendentemente dal fatto che il mio messaggio sia di tipo operativo, amministrativo, di marketing o di politica aziendale.

Come ho ripetuto più volte: evita un dialogo fra sordi.

Scongiurare questo gravissimo errore non è difficile perché, come ho detto all’inizio dell’articolo, si tratta semplicemente di utilizzare terminologie e modi di dire che siano propri della persona che li pronuncia mentre, quando si tratta di comunicazione aziendale, sarà compito del comunicatore adeguare il linguaggio aziendale al pubblico di ascolto attivo, limandone le asperità, rimuovendo le ridondanze e soprattutto rendendolo scorrevole e comprensibile.

il compito del comunicatore: adeguare il linguaggio aziendale, limandone le asperità, rimuovendo le ridondanze, rendendolo scorrevole, interessante e soprattutto comprensibile per il pubblico di destinazione.

Per tornare all’esempio della mia presentazione personale, è ovvio che la prima delle due sia quella corretta e la seconda sia da evitare.

Purtroppo però, sempre più spesso mi trovo davanti ad definizioni dell’azienda che trovo davvero incomprensibili.

Come hai visto non ho detto che non mi piacciono o che sono scritte male, ma ho usato il termine incomprensibili perché non forniscono nessuna delle informazioni necessarie a comprendere in tempi rapidi di cosa si stia parlando.

Ho evidenziato la necessità di essere rapidi perché tutte le statistiche mondiali dicono in maniera impietosa che abbiamo davvero pochissimi secondi per comunicare un concetto attraverso la rete.

Chi dice tre, chi cinque, chi sette… sono soltanto numeri e francamente m’interessano poco, perché nessuno va a visitare una pagina Web con il cronometro in mano, ma sicuramente sono informazioni che ci dicono che abbiamo davvero poco tempo per interagire, quindi, facendo una media ragionata, ha senso racchiudere tutto il senso di questo ragionamento nel sottotitolo del capitolo


fammi capire chi sei e cosa fai in 5 secondi

pronti, attenti, VIA!

1,2,3,4,5….è davvero poco, vero?

Sicuramente è un tempo breve, e dobbiamo quindi essere molto bravi ad utilizzarlo nel miglior modo possibile

Raggiungere nuovi contatti è già impresa difficilissima, ma se una volta raggiunti questi avranno difficoltà a capire addirittura cosa facciamo…. la frittata è fatta e avremo gettato tutto il nostro lavoro alle ortiche.

Qui di seguito trovi un esempio di definizione prelevata da un sito web aziendale.

In linea teorica, in meno di cinque secondi (questo è il tempo medio che ho a disposizione per far passare il mio messaggio sul Web) l’azienda deve presentarsi ad un nuovo potenziale cliente o fornitore.

Le descrizioni sono state solo copiate e incollate, l’unica modifica è stata la rimozione del nome dell’azienda, sostituendolo con XYZ

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marco.forconi

Lavoro nel settore IT/WEB dal 1995, ho creato il mio primo sito web nel 1999 (lo ammetto, era inguardabile...), e dal 2003 mi occupo full time di Web Marketing e Applications. Una Laurea breve conseguita in USA in Marketing & Business Management, che mi ha permesso di lavorare con partners internazionali. Per altre info leggi il "chi sono", o scrivimi :-)

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