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Facebook: come ottenere 3.000 iscritti senza sapere l’italiano

Chi mi segue da tempo sa che non uso direttamente Facebook a livello di profilo personale e  utilizzo la pagina solo per ripubblicare i contenuti che vengono inseriti in questo blog.

Questo ovviamente non significa che non sia attento alle dinamiche e alle potenzialità che vengono offerte da quello che è diventato il più potente e influente social network del mondo (che ci piaccia o meno).

Oggi non sono qui a parlare dei benefici dell’utilizzo di Facebook, così come non voglio proporti alcuna tecnica particolare, ma per porre l’accento sul livello e l’approccio che molti (pseudo) marketer hanno su questa piattaforma.

Partiamo subito col dire che questo articolo non riguarda indiscriminatamente tutti quelli che operano su Facebook a livello di marketing on-line, anzi, devo dire che, fortunatamente, ci sono molti siti e professionisti che si occupano di questa piattaforma da anni e lo fanno in modo eccellente

Ma per trovare questo tipo di informazioni non hai bisogno di leggere questo articolo, ovvero basta andare su Google, fare qualche ricerca, e troverai una grande quantità di informazioni ottime e utili sull’argomento.

A titolo di esempio suggerisco di visitare il blog di Alessandro Sportelli  . (no, non è un link di affiliazione).

Quello di cui voglio parlare oggi è la scarsissima qualità di alcune (buffe) cose che troviamo sul Facebook nostrano e che, nonostante l’evidente approssimazione e dilettantismo, scopriamo che tali situazioni sono seguite da un crescente numero di persone.

Sono uno di quelli che resta dell’idea che la rete è un luogo assolutamente e totalmente libero, quindi tutto sommato il fatto che ci siano anche situazioni di questo genere (come quella che ti faccio vedere fra poco…), è sicuramente un valore aggiunto, quanto meno a livello di comparazione: vedere gli aspetti positivi degli aspetti negativi di un singolo argomento permette sempre di far sì probabilmente la giusta idea.

Ma veniamo direttamente all’esempio di cui voglio parlare.

Qui al lato ho inserito una immagine che ho ripreso da Facebook durante una mia normale navigazione su pagine di clienti.

Come vedi il social network, riconoscendo il sottoscritto come persona appassionato di Web marketing, mi ha proposto di andare a visitare e magari unirmi ad alcuni gruppi.suggested groups

Fino a qui niente di particolarmente sorprendente, se non per il fatto che, come puoi vedere anche tu, la sola descrizione del 50% dei gruppi segnalati è quanto meno comica, ma nonostante questo il numero delle persone che partecipano al gruppo è sicuramente degno di nota.

Nel primo caso oltre 2300 persone hanno aderito ad un gruppo che riporta un grave errore di ortografia nel nome dello stesso.

Per carità, un errore di battitura può sempre succedere, io stesso ne faccio molti, ma qui stiamo parlando del nome di un gruppo al quale partecipano oltre 2.000 persone.

Passando al secondo caso gli errori sono molteplici e ancora più evidenti:

  • tutto scritto in maiuscolo (che come sai significa URLARE!)
  • non è un nome ma un insieme di parole chiave
  • non è rispettata la lunghezza corretta e quindi il nome è stato troncato automaticamente (vedi i puntini….?)
  • l’errore ortografico è addirittura nella prima parola del nome del gruppo

nonostante questo, stiamo parlando di un gruppo che ha superato i 3000 membri!!

Non me ne vogliano i proprietari di questi due gruppi, ovviamente sono capitati solo a titolo di esempio, e posso rassicurarli che non sono certamente i soli, basta fare una breve ricerca per trovare dozzine di gruppi e pagine con errori analoghi.

Adesso, probabilmente, se hai avuto la pazienza di leggere fino a questo punto questo lungo articolo, ti starai chiedendo dove voglio andare a parare, ovvero perché ho segnalato queste cose.

Il ragionamento sarebbe piuttosto lungo cercherò di essere assolutamente condensato in poche righe.

Quello che voglio spiegarti è che questo genere di attività, almeno a prima vista, farebbe gridare al miracolo e potrebbe facilmente illudere molti aspiranti marketer che anche facendo un gruppo tipo quello che ho segnalato e raccogliendo facilmente membri di questo genere, si otterranno risultati in brevissimo tempo, praticamente senza fatica e, ovviamente, in modo quasi automatico.

Ecco il punto a cui volevo arrivare: non è così!

Questi gruppi generalmente non producono alcun tipo di risultato se non quello di riempirsi di spam e di annunci a loro volta di spam, fino ad arrivare a discussioni senza senso finalizzate solo a promuovere il proprio link di affiliazione.

E tu  mi dirai..

embè? che c’è di male in tutto questo?

Il problema è che se io metto il mio link di affiliazione per guadagnare qualcosa all’interno di un gruppo dove gli altri componenti fanno esattamente la stessa cosa…. significa provare a vendere in un negozio dove non ci sono clienti ma solo i venditori!

Non solo, la scarsissima qualità del gruppo si riflette sulla scarsa qualità di coloro i quali ne entrano a far parte: è chiaro ed evidente che il sottoscritto non aderirà mai a un gruppo del genere, perchè SO che rappresenterebbe una assoluta perdita di tempo.

Questo non significa che gli altri non debbano farlo e che debbano seguire il mio esempio, dico solo che se una persona esperta del settore evita accuratamente di prendere parte a gruppi simili… un motivo ci sarà 🙂

La soluzione è sempre la stessa, e cioè costruire in maniera razionale il proprio messaggio e la propria strategia, quindi avere la pazienza e la volontà che, unitamente ad un serio lavoro portato avanti nel tempo, permetta di creare gruppi con gente realmente interessata.

Questo è il solo Humus che possa far crescere un potenziale bacino di utenza a cui provare a proporre per i miei prodotti o servizi.

Non ci sono scorciatoie!

Lo ripeto:  non ci sono scorciatoie!

Oggi la competizione sul Web, specialmente sui social, è di altissimo livello, quindi sperare di avere fortuna o monetizzare attraverso iniziative quantomeno fantasiose, è sicuramente un sogno lecito da fare, ma che si scontrerà entro breve tempo con la realtà dei fatti.

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