Comunicazione Aziendale

Tornare a scrivere: ne vale la pena?

con i tempi dei social probabilmente no, eppure...

Diciamoci la verità : la maggior parte delle persone non legge quasi niente. 🙁

Di un quotidiano probabilmente vengono letti soltanto i titoli e i sottotitoli per poi passare direttamente alla pagina dei risultati delle partite di calcio(per coloro che sono appassionati…)

I libri che sembrano un qualcosa di talmente obsoleto che sembra di vedere le tavole dei dieci comandamenti, e anche un semplice libretto di istruzioni, a volte, diventa qualcosa di troppo lungo da visionare... (tanto, se occorre, basta digitare su google, giusto?)

Quanto sopra genera e alimenta, infine, quel pericoloso fenomeno sociale che risponde al nome di analfabetismo funzionale. (se non sai di cosa parlo consiglio un approfondimento con il video che ti lascio a fondo articolo)

Ovviamente sto generalizzando, ma credo che queste prime battute siano in larga parte condivisa da molte persone, e per questo adesso vengo alla domanda che ho utilizzato come titolo di questo post: vale davvero la pena tornare a scrivere sul mio blog dopo oltre un anno dal mio ultimo articolo?

Sì…..ma in una ottica completamente diversa.

Se negli anni precedenti scrivevo per “informare le persone” su quella determinata tecnica o argomento, sciorinando le mie competenze in ambito digitale, oggi ho completamente cambiato rotta e devo dire che non me ne frega un tubo se qualcuno mi legge o meno, ovvero lo faccio perché amo farlo e mi piace scrivere.

Se ci pensi bene è questa poi la vera natura di un blog: scrivere e annotare i propri pensieri, senza doversi sempre preoccupare di sottostare a delle regole precise oppure usare tecnicismi spesso esasperati quanto pittoreschi, se non addirittura completamente inutili.

In un mondo dominato dai social network, dove l’informazione ormai non esiste più e la comunicazione si è ridotta ad una farsa, dopo quasi 20 anni di attività mi ritrovo a dover leggere le solite fesserie propinate dai soliti geni, solo che adesso sono ancora meno geniali, solo più volgari e decisamente più aggressivi.

Chi mi segue da tempo o comunque l’ho fatto negli anni precedenti sa bene come la penso:

preferisco la sostanza alla forma e i contenuti agli effetti speciali.

Probabilmente sto invecchiando precocemente, e quindi sento il bisogno di tornare alle mie radici culturali che molto hanno a che vedere con la scrittura, avendo scritto quattro libri (no, nessuno di questi è diventato un best-seller….Perché ovviamente non sono uno scrittore, al limite posso definirmi un mediocre saggista).

Cosa c’entra tutto questo con un Consulente di Comunicazione Digitale?

c’entra, e molto.

Secondo me identifica esattamente come un comunicatore dovrebbe porsi: in modo trasparente e genuino, esponendo le proprie idee, giuste o sbagliate che siano.

Il Digitale è solo un mezzo, dietro ogni bit c’è una tastiera i cui tasti sono premuti da persone, come me e te…. sarebbe opportuno ricordarselo ogni tanto 😉


ANALFABETISMO FUNZIONALE: cosa è e perchè è così pericoloso

ANALFABETISMO DIGITALE

ANALFABETISMO DIGITALESecondo l'organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico l'Italia nel continente europeo è seconda, preceduta solo dalla Turchia, per analfabetismo funzionale ossia non saper elaborare e utilizzare le informazioni che leggiamo.

Posted by PresaDiretta on Monday, 15 October 2018

 

 

 

 

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marco.forconi

Lavoro nel settore IT/WEB dal 1995, ho creato il mio primo sito web nel 1999 (lo ammetto, era inguardabile...), e dal 2003 mi occupo full time di Web Marketing e Applications. Una Laurea breve conseguita in USA in Marketing & Business Management, che mi ha permesso di lavorare con partners internazionali. Per altre info leggi il "chi sono", o scrivimi :-)

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