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Diffusione + continuità = comunicazione efficiente

ogni giorno siamo bombardati da tantissime notizie che si sovrappongono ad una velocità incredibile, sia dai media tradizionali che, ovviamente, Internet.

Per questo avere una comunicazione efficiente oggi significa programmare adeguatamente una linea editoriale, curata nei dettagli, distribuita in modo capillare e mirato, e ovviamente mantenere un adeguato livello di continuità nel tempo.

La comunicazione delle grandi case insegna chiaramente che soltanto la ripetizione del messaggio ad una audience mirata potrà portare in qualche modo i risultati sperati

Alcuni recenti studi mostrano però indicazioni molto interessanti che bene si adattano alla stragrande maggioranza delle aziende, intendendo con esse tutto lo spettro che va dalle microaziende alle PMI

Lo studio indica che una programmazione editoriale di una o due pubblicazioni mensili, se ben realizzata e distribuita sui canali adeguati allo scopo aziendale, produce molti più effetti di qualsiasi altro tipo di promozione.

Non solo, questo approccio si rivela essere soprattutto ottimale per incrementare un elemento oggi assolutamente irrinunciabile: “il trust”, ovvero la fiducia che l’immagine aziendale riesce a infondere sul pubblico di riferimento.

Il problema è che per generare questi messaggi in modo corretto, adeguato e credibile servono competenze specifiche, esattamente come quelle che deve qualsiasi specialista di settore:

  • Il medico che esegue una diagnosi
  • il meccanico che ripara un guasto al motore
  • Un ingegnere che esegue calcoli strutturali
  • un biologo che esegue le analisi del sangue

Sarebbe impensabile e improponibile che il medico riparasse il guasto al motore mentre il meccanico si occupasse di analisi del sangue, giusto?

Eppure, quando parliamo di comunicazione, e ancora di più di comunicazione diffusa attraverso Internet, tutti si improvvisano esperti, generando, spesso molti più danni che benefici.

  • Loghi aziendali inguardabili realizzati dall’amico del cugino della zia
  • e-mail scritte in un italiano improbabile
  • articoli che sembrano un volantino pubblicitario
  • Comunicati stampa che non hanno il minimo interesse per chi dovrebbe davvero leggerli

Mi fermo qui, ma credo che il senso sia abbastanza chiaro…

Inevitabilmente, poi, i risultati di tali azioni sono una totale assenza di risultati, se non una pessima quanto cattiva pubblicità di ritorno in merito all’immagine aziendale.

Andrys / Pixabay

Insomma, tutti sanno che “l’informazione è potere“, ma c’è ancora molto da fare per passare dalle parole ai fatti.

Il mercato del futuro è già arrivato e la competizione delle aziende si baserà sempre di più sulla qualità dell’informazione che queste saranno in grado di comunicare e diffondere, quindi sta soltanto agli imprenditori decidere da che parte stare.

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