Web Marketing

Web Marketing Automation: cos’è e perché usarlo

Una breve premessa…

Quando parliamo di automazione la mente corre subito ai robot dalla forma più o meno umana che fanno cose, di conseguenza, generalmente fatte dagli esseri umani, oppure Visualizziamo i robot delle fabbriche che, come ho già detto in un altro articolo, hanno già sostituito in larga parte la manodopera basica umana e sempre più lo faranno nei prossimi anni.

In altre parole, al di là del robot inteso come fantascienza o immaginario collettivo, in campo industriale è fuori dubbio che sempre di più macchine cosiddette “intelligenti” sono già entrate a far parte di un presente molto diffuso.

Venendo al campo che mi interessa maggiormente, ovvero quello del Web Marketing, sono in molti a chiedersi quale possa essere la correlazione tra servizi e robot dove la creatività e la comunicazione la fanno da padroni

Credo che questa idea sia profondamente sbagliata nel concetto di base, ovvero che non dobbiamo pensare alle automazioni per Web marketing come un qualcosa che vanno a sostituire il lavoro di chi fa comunicazione Web , ma al contrario vanno ad affiancarsi in termini di manodopera virtuale che, alla fine, è esattamente quello che succede quando si vanno ad utilizzare robot di una linea di produzione di qualsiasi prodotto.

Se ci pensiamo bene, quando vediamo un robot in una fabbrica che costruisce una parte di un qualsiasi prodotto, da un elettrodomestico fino ad un’automobile, sappiamo bene che quella macchina non è particolarmente intelligente o dotata di libero arbitrio, ma sta semplicemente eseguendo delle precise istruzioni che gli sono state comunicate attraverso un computer.

Dietro quelle istruzioni ci sono progettisti, ingegneri eccetera eccetera che, grazie alla loro preparazione professionale, predispongono un piano di azione da seguire in modo minuzioso e che le macchine potranno amplificare in termini numerici in fase di produzione.

Questo approccio chiaramente non è possibile applicarlo all’interno dei servizi di comunicazione, ovvero sarebbe perfettamente inutile avere un robot o una macchina intelligente il cui scopo fosse soltanto quello di replicare migliaia di volte lo stesso articolo o lo stesso messaggio: sarebbe evidentemente inutile.

Allo stesso modo, “clonare” cose esistenti e moltiplicarle in stile pani e pesci non avrebbe, anche in questo caso, alcuna particolare utilità.

Il punto è esattamente questo: quando parliamo di automazione per il Web marketing stiamo parlando di utilizzare le macchine per farci aiutare a massificare e distribuire alcuni precisi segmenti di informazione che possono aiutare il professionista, l’azienda, il team di comunicazione… oppure tutte e tre le cose insieme, per far sì che il tutto funzioni in modo armonico ed efficiente.

Capisco che quanto sopra sia molto generalista e non vada nel dettaglio, ma ovviamente non siamo qui per fare un trattato di robotica o di approfondimento sui singoli software o applicazioni, ovvero l’obiettivo di questo articolo è cercare di dare una definizione più precisa di ” automazione di Web marketing”.


Quanti social utilizzare?

I dati parlano chiaro, oggi è necessario essere presenti sulle maggiori piattaforme, comunicando all’interno delle stesse in modo efficace e soprattutto diversificato.

Intendo dire che un messaggio Facebook® quasi certamente non avrà la stessa efficacia se portato esattamente uguale all’interno di un’altra piattaforma, sia essa LinkedIn® , Instagram® o Twitter®.

Questo perché all’interno delle singole piattaforme ci sono utenze diverse, che utilizzano il social in modo diverso e quindi la fruizione e la diffusione di un determinato messaggio sarà tanto maggiore quanto maggiore sarà l’affinità tra cosa si intende comunicare e come lo si va effettivamente a inserire all’interno delle singole piattaforme.

In altre parole, se faccio un intervento tecnico all’interno di Linkedin®, al di là della sua validità, non sarà particolarmente efficiente se lo vado a postare su Instagram®… E viceversa

Per quanto possa essere una cosa ovvia, posso garantirti che sono ancora tante le aziende che non lo fanno in modo adeguato.

Se poi l’azienda non ha personale da dedicare a queste incombenze che, ricordiamolo, vanno seguite quotidianamente, ecco che si fa presto a capire il motivo per il quale molte aziende ancor oggi non utilizzano i social in maniera adeguata, salvo poi lamentarsi di risultati che non arrivano.

Sono davvero ancora troppe le aziende che hanno in testa di utilizzare Facebook® come una specie di volantino pubblicitario, senza capire che così facendo, oltre a non ottenere alcun tipo di risultato, non avranno alcun tipo di reazione al coinvolgimento da parte dell’utenza sono social perché non otterranno una visibilità adeguata, dovendo così ricorrere in modo praticamente costante all’utilizzo della pubblicità a pagamento.

Nota bene: tutti sappiamo che, soprattutto negli ultimi tempi, il più grande social network che risponde al nome di Facebook® ha sempre più limitato il raggiungimento dell’utenza attraverso la diffusione organica, andando a favorire e incentivare l’utilizzo delle pubblicità pagamento, strizzando così l’occhio alle aziende in modo più evidente di quanto non avesse fatto negli anni precedenti, benché fosse una strategia già prevista.


Percezione Vs Realtà

Ci sono aziende che pensano ancora oggi che i social siano cosa da ragazzini: errore gravissimo!

Tutti gli indicatori stanno dicendo che i giovanissimi si stanno già spostando da tempo su altre piattaforme (e che comunque vanno monitorate perché i giovani di oggi saranno i nostri futuri clienti…), Mentre Facebook è sempre più frequentato dagli over 35 e con picchi di utenza over 50, ma tutto questo non viene percepito da moltissime aziende.

Potremmo andare avanti, ma il senso è quello:

non è possibile avere la cultura, la preparazione e la dimestichezza necessari per fare il dentista e il social media manager…insieme.

Ovviamente ci sono delle eccezioni ma, appunto, restano tali e, in ogni caso, il fattore tempo diventa un elemento impossibile da bypassare.


La professionalità non è mai un optional

Quando portiamo l’auto dal meccanico perché abbiamo sentito un rumore strano, ci affidiamo a lui perché c’è la ripari nel miglior modo possibile e certamente non gli diciamo come debba aggiustarla, giusto?

Quando andiamo dal dottore per quel fastidioso disturbo, ci facciamo visitare poi prendiamo la prescrizione e le indicazioni relative e ci atteniamo alle stesse, vero?

Allo stesso modo, se chiamiamo un idraulico per sistemare qualcosa nel nostro bagno o nella nostra caldaia, ci guardiamo bene dal dirgli cosa debba fare e come.

Tutto ciò è una cosa assolutamente normale, ma quando ci troviamo davanti una persona che si occupa di Digital, accade l’imponderabile:

il ristoratore, il meccanico o l’idraulico diventano magicamente “esperti” e vorrebbero dire loro al Social Media manager cosa deve fare e soprattutto come deve farlo.

Quello che è ancora peggio, è che spesso queste persone si affidano a professionisti che, in realtà, professionisti non sono, e che sono disposti ad accettare l’incarico anche a fronte di compensi irrisori, che è un vero professionista non potrebbe mai accettare.

Il risultato è un disastro completo su tutta la linea: una comunicazione completamente inefficiente, non professionale e che non apporta nessun vantaggio all’azienda, anzi, nella stragrande maggioranza dei casi, va’ a limitare ulteriormente l’esposizione mediatica della stessa.

La soluzione migliore è quella di affidarsi a professionisti esterni, e con la parola “affidarsi” intendo proprio questo, mentre in Italia vige ancora oggi l’illusione di poter insegnare agli altri il proprio lavoro, come ha avuto modo di spiegare nelle righe precedenti.

E adesso arriviamo al punto chiave….


Perché le aziende devono usare le automazioni

Perché è praticamente impossibile, per il 95% delle aziende, mantenere una costante presenza sui social network senza un aiuto esterno.

Sono pochissime le aziende che possono permettersi di assoldare un professionista dedicato o, meglio ancora, un’agenzia dedicataa questo specifico lavoro, tutte le altre sono praticamente fuori dal gioco.

Generalmente ci si affida a professionisti esterni con l’incarico di seguire i canali social dell’azienda in modo limitato e definito da una sorta di contratto.

Per quanto possa essere brava e preparata la persona incaricata, come già detto prima, il fattore tempo rappresenta un problema per tutti, ovvero anche per un social media manager, riuscire a gestire in modo efficiente più canali e più campagne diventa spesso una missione impossibile, al di là dell’impegno che possa profondere.

Ecco che le automazioni possono davvero essere l’elemento chiave per migliorare l’efficienza .

  • Un esempio di automazione

Supponiamo che l’azienda Rossi produca abbigliamento e che la stessa abbia tre diverse linee di prodotto: uomo, donna, bambino.

L’azienda a suo tempo ha deciso di essere presente su due canali social principali: Facebook e Instagram.

La soluzione utilizzata dalla stragrande maggioranza delle aziende sarebbe quella di aprire una pagina Facebook e un account Instagram, postando all’interno degli stessi tutta la produzione.

Approccio completamente sbagliato!

È evidente che non posso focalizzare l’attenzione del pubblico dei singoli settori avendo una pagina unica.

Si rende quindi necessario creare almeno tre differenti pagine Facebook, una per ogni linea di prodotto.

Avremo quindi in totale quattro canali da seguire costantemente, ma soprattutto da far crescere creando interazioni costanti anche intervenendo in pagine e gruppi esterni ai nostri.

Per fare questa avremo bisogno di utilizzare differenti profili, purché leciti e veritieri, che creino una affinità con le singole tematiche trattate nelle pagine, andando così a colloquiare con una utenza che, in qualche modo, potrà essere interessata ai prodotti che andiamo a proporre nella pagina principale ( di ogni singolo settore)

E’ evidente che questo tipo di lavoro, benché studiato a tavolino e preparato in anticipo nei particolari, difficilmente potrà essere portato avanti da un’unica persona, giacché la stessa dovrà necessariamente curare in primis la vera e propria comunicazione e i contenuti relativi da applicare sui canali principali.

In questo caso l’automazione rappresenta la soluzione migliore per poter supportare il lavoro del professionista principale, andando ad eseguire in maniera costante un lavoro di basso profilo, che continuerà a generare flussi profilati in entrata ai nostri canali principali.

Ovviamente il tutto deve essere concertato da una strategia di marketing adeguata e rispettando tutte le regole che insistono sull’utilizzo dei principali social network.

Ma come ho già detto facendo l’esempio dei robot di produzione nelle fabbriche, sappiamo che una macchina, da sola, non esegue nessuna azione, quindi è il lavoro di programmazione eseguito da professionista che poi produrrà gli effettivi risultati, mentre i sistemi di automazione si occuperanno esclusivamente di amplificare la portata delle azioni: In pratica è come se fornissimo al professionista un piccolo team di collaboratori.

 

L’esempio sopra citato è ovviamente molto generico e volutamente limitato e potrebbe non rappresentare la soluzione idonea in casistiche similari, ma in ogni caso può già rendere l’idea di come una situazione che non avrebbe alcuna possibilità di successo nell’essere sviluppata da una singola persona, potrebbe diventare una strategia applicabile e sostenibile, con buone possibilità di riuscita senza avere una lievitazione dei costi.


Automazioni e etica professionale

il dibattito è aperto tra coloro i quali definiscono poco etico l’utilizzo dell’automazione rispetto alla totale manualità.

In realtà si tende a generalizzare troppo una tematica che molto più complessa.

La maggior parte di professionisti utilizza già sistemi di centralizzazione e veicolamento delle informazioni,, come ho già avuto modo di scrivere in questo articolo, dove parlo di strumenti che, in buona sostanza, sono già elementi di automazione di base.

Ovviamente ci sono sistemi molto più aggressivi che permettono di fare molto di più in maniera ancora più automatica, finanche a sistemi del tutto illegali che producano di tutto: Dai falsi profili Facebook, alle false recensioni, agli articoli clonati eccetera eccetera

Ovviamente il mio concetto di automazione si riferisce all’utilizzo di piattaforme che possano andare a integrare il lavoro dei professionisti del settore, magari andando a creare una massa critica necessaria per arrivare ad una reach organica di buon livello, traguardo che, senza le automazioni, anche volendo far riferimento all’ipotetico caso di studio citato precedentemente, richiederebbe davvero tantissimo tempo.


Conclusione (?)

Il punto interrogativo vuole significare che non c’è una conclusione, ma solo l’inizio di un nuovo ragionamento

Il mondo del digitale ci ha aperto nuovi orizzonti che ormai fanno parte del nostro quotidiano, ed è quindi impensabile non usare tecnologie idonee a migliorare e supportare al meglio le conoscenze e le competenze dei singoli professionisti.

La Web Marketing Automation è sicuramente uno di quegli aspetti che sempre più andranno a prendere piede per coloro i quali vogliono cercare di combattere ad armi pari con le grandi agenzie, ovvero quei team di professionisti che, per ovvi motivi, non sono economicamente alla portata della stragrande maggioranza delle aziende italiane che, vale la pena ricordarlo, sono composte per la stragrande maggioranza da piccole realtà.

Senza voler andare a scomodare paragoni mitologici come David e Golia, di sicuro abbiamo già visto molte volte in passato (e sicuramente così sarà anche nel prossimo futuro…) come delle piccole cose, come una Piattaforma Internet o un’applicazione per telefono, vadano a modificare profondamente i comportamenti dell’essere umano: Dalle tendenze alla diffusione di conoscenza.

È quindi fuori da ogni dubbio che la quantità di informazioni che dovremo gestire nel prossimo futuro , dl di là della loro validità o attendibilità, di sicuro sarà sempre più grande e probabilmente diverrà necessario sempre avvalersi di sistemi tecnologici all’avanguardia che possono permetterci di fronteggiare le nuove sfide

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marco.forconi

Lavoro nel settore IT/WEB dal 1995, ho creato il mio primo sito web nel 1999 (lo ammetto, era inguardabile...), e dal 2003 mi occupo full time di Web Marketing e Applications. Una Laurea breve conseguita in USA in Marketing & Business Management, che mi ha permesso di lavorare con partners internazionali. Per altre info leggi il "chi sono", o scrivimi :-)

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